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Stiamo inserendo tutte le definizioni che possono essere utili a chi si addentra nel mondo delle connessioni senza fili.

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Wireless News

Wireless la risposta al Digital Divide italiano

Come sempre in Italia siamo bravi ad adottare sigle e nomi stranieri che non fanno ben capire a tutti il reale significato. Con digital divide (divario digitale detto anche DD) si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie (Internet, Computer) presenti nel mondo, e chi non può farlo per motivi diversi come reddito insufficiente, ignoranza, assenza di infrastrutture (come nel caso dei paesi in via sviluppo).

In Italia molta popolazione lo sta subendo, molte aree infatti non sono state coperte dalla banda larga, percui si trovano in una condizione veramente sfavorevole quando tutto il mondo è costretto ad utilizzare le nuove tecnologie per rimanere al passo con i tempi nell'era della globalizzazione, un'altra vergogna tutta italiana.

Perché Telecom non porta l'ADSL

Il motivo è molto semplice, in molte zone i potenziali clienti sono talmente pochi che non vengono così giustificati investimenti strutturali da parte del colosso italiano. L'ADSL infatti utilizza si i cavi di rame, quelli del telefono normale, ma ha bisogno che l'operatore installi ad una distanza non superiore a qualche Km una centralina, per poter veicolore i dati con una certa qualità.

Il fatto che Telecom non copra una zona, causa anche la completa assenza di un mercato di piccoli fornitori internet, che furono stati all'inizio di internet in Italia fondamentali, e poi la maggior parte schiacciati dalla concorrenza dei grandi nomi.

La storia si ripete ma senza cavi

Dopo un decennio, la storia sembra ripetersi, con la nascita di nuovi piccoli imprenditori che tenteranno la fortuna diventando dei WISP (Wireless Internet Service Provider) ovvero offriranno la connettività wireless nella loro zona.

Sembra quindi che la storia si ripeta, anche se le cose sono leggermente cambiate, non ci sono più i cavi, il famoso "ultimo miglio", cioè la parte verso l'utente di una rete diventa wireless aprendo veramente nuovi scenari alla connettività, e alla telefonia mobile, ma ancora più importante può essere veramente la soluzione per rispondere alle esigenze di molti italiani attualmente ancora senza banda larga.

I nuovi scenari nella telefonia mobile

Vorrei sottolineare i nuovi scenari che aprirà nella telefonia mobile, un mercato in italia molto ricco e percui molto difficile e lento da cambiare.

L'UMTS e le tecnologie precendenti come il GSM/GPRS hanno fatto il loro tempo, da un punto di vista strutturale servono migliaia di antenne per coprire la stessa area di poche decine di antenne Wi-Max, questo avrebbe sicuramente permesso l'ingresso di fornitori anche di modeste proporzioni, evitando il mono o oligo polio dei grandi nomi.

Purtroppo è logico pensare che le licenze verranno date in concessione ai soliti, i quali con minori investimenti aumenteranno i loro profitti perché finalmente potranno offrire servizi finalmente più attuali.

I servizi arretrati della telefonia mobile

Se infatti valutiamo i servizi offerti attualmente sulla telefonia mobile, troviamo gli SMS da 160 caratteri di testo digitati sul tastierino del telefono, che non sono nulla rispetto all'email di internet a cui oramai siamo abituati. La differenza sostanziale è anche economica gli sms si pagano le email no.

Gli altri servizi sono stati rispetto alla diffusione degli sms dei buchi nell'acqua, MMS, videotelefonate, tvfonini sono state davvero poco utilizzate, per non parlare degli aborti come il wap, o il più attuale imode, che ripeto confrontati con i servizi gratuiti che sitrovano in rete fanno sorridere.

Navigare in internet con una connessione UMTS porta l'utente abituato ad una connessione ADSL, almeno qualche anno indietro, offrendo performace davvero scadenti, può essere utilizzato per guardare la propria mail, leggere qualche quotidiano ma non di più, e con costi maggiori delle offerte di mercato delle ADSL.

Finalmente qualcosa sta cambiando

L'ultima generazione di telefonini, ancora troppo cari per la massa, ma si sa nel giro di un anno il loro valore si dimezzerà come minimo,sono dotati di Wi-Fi, e questo offre una grande accelerazione e fermento tra gli adetti ai lavori creando un nuovo scenario, che i nuovi WISP potrebbero utilizzare per non finire come gli ISP di 10 anni fa; le reti Wireless Mesh.

Un segno di un mercato che sta per cambiare o finire, lo si può trovare nell'introduzione degli operatori virtuali, che secondo il nostro parere saranno un costo ulteriore per gli italiani, ma per fortuna dureranno poco. Saranno un costo perché la possibilità che la persona che andremo a chiamare con il nostro cellulare sia di un'altro fornitore sarà sempre più alta, e con questa anche la tariffa.

Conclusioni sulla sicurezza degli scenari futuri

In merito ad un discorso sulla sicurezza si creerà un mercato molto fiorente, sicuramente molto di più di quanto lo sia mai stato, ci troveremo a soffrire anche nei telefonini il problema dei virus, e dello spamming, e sarà sicuramente molto più semplice vedersi clonare la propria utenza, specialmente quando il wi-fi è così poco sicuro come del resto qualsiasi altra forma wireless di comunicazione.

Le reti Wireless Mesh

Sicuramente aprono scenari molto più promettenti di altre tecnologie, come il Wi-Max che andrà in mano ai soliti grandi nomi. Le reti Wireless Mesh non sono altro che reti a maglia create legando tante reti locali (utenti privati, aziende) dove ogni nodo è il singolo utente, diventando così lui stesso ripetitore e trasmettitore di segnale.

Una sorta di rete wireless cooperativa, ed è qui la novità, perché la sua forza come nel web2.0 è generata dagli utenti stessi e quindi dal basso.

Questa tipologia di rete, è tra le più economiche e robuste tecnologie che si possono adottare anche nel caso di zone non coperte dalla banda larga.

Ogni apparato dialogherà con gli apparati più vicini, anche se uno di questi non è fisicamente connesso ad internet riuscirà a navigare grazie alla connessione altrui.

Attualmente in Italia per la normativa vigente non è ancora possibile realizzarlo in quanto ogni singolo utente dovrebbe essere riconosciuto e tracciato. In una rete Wireless Mesh non esistono delle infrastrutture a monte, come servers o altro, e questo impedirebbe appunto qualsiasi tipo di tracciamento.